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Introduzione
L'additivazione dei
materiali polimerici, sia nella fase di polimerizzazione, sia nella fase
di granulazione e successivamente di trasformazione dei granuli in
manufatto, è una necessità assolutamente inderogabile.
Senza additivazione, alcuni polimeri non
avrebbero avuto alcun utilizzo, altri ne avrebbero avuto uno molto
limitato.
L'impiego degli additivi ci permette
pertanto di lavorare con una vasta gamma di polimeri altrimenti con
utilizzo limitato o comunque difficile, e ci consente di prolungare
notevolmente la durata nel tempo dei manufatti, rendendo possibile il
loro uso per un periodo di tempo pi lungo.
L'aggiunta degli additivi ci permette di
modificare le caratteristiche originali di un polimero in base alle
nostre esigenze, aiuta la processabilità, ossia la trasformazione in
manufatto del polimero stesso, ed in taluni casi riduce il costo del
prodotto migliorandone nel contempo alcune caratteristiche. Possiamo
quindi dire che con l'additivazione dei polimeri si ha la possibilità di
preparare materiali con caratteristiche chimiche, fisiche, meccaniche,
termiche ed elettriche su misura.
I materiali polimerici degradano
generalmente in tre stadi (steps): il primo durante la granulazione
(mediante l'estrusione), il secondo durante la trasformazione del
polimero in articolo finito (mediante estrusione ed iniezione) ed il
terzo durante la vita e l'uso del manufatto.
Nel primo stadio la degradazione dovuta
allo choc termico, nel secondo, anche se per un tempo brevissimo, sia
all'alto choc termico che allo stress meccanico e nel terzo alle
condizioni ambientali nelle quali verrà utilizzato il manufatto (aria,
umidità, luce solare, calore, sostanze con cui entra in contatto).
Possiamo schematizzare questo processo nel
modo seguente:





Fig.1
Nella prima e nella seconda delle fasi
suesposte, possibile limitare, anche se non eliminare completamente
l'inconveniente, agendo sul profilo della vite e sui parametri
dell'estrusore. Aggiungeremo che durante la fase di trasformazione
inoltre indispensabile avere uno stampo adeguato, costruito ad hoc e con
i relativi accessori, che ci permetta di abbassare i parametri della
macchina.
Occorre precisare che lo stampo deve
essere costruito adeguatamente tenendo presente l'articolo e le sue
esigenze e soprattutto conoscendo alla perfezione le caratteristiche del
polimero che verrà impiegato ed i problemi che può causare e che va
comunque supportato da adeguati accessori e strumenti che ci consentano
di impostare o modificare i parametri dei macchinari e ricevere dati in
tempo reale.
Va ricordato che sulla terza fase
influiscono agenti esterni degradanti quali i raggi ultravioletti,
l'ozono, l'ossigeno, il calore, l'umidità, gli inquinanti atmosferici
(ritorneremo in seguito su quest'argomento).
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