PLASTIFICANTI
I plastificanti sono sostanze che vengono
aggiunte ad un materiale polimerico per aumentarne
la deformabilità, la flessibilità, l'allungamento
e la resistenza meccanica alle basse temperature.
Tali effetti sono dovuti alle molecole dei
plastificanti, che sono molto più piccole
rispetto alle macromolecole dei polimeri
e quindi si introducono tra le macromolecole
(le piccole molecole circondano le macromolecole)
aumentandone la mobilità.
Quanto più le macromolecole sono circondate
da queste piccole molecole, tanto più possono
rispondere liberamente ad una sollecitazione
esterna.
I plastificanti vengono impiegati principalmente
nel PVC, e ciò viene fatto essenzialmente
per poterne abbassare il modulo elastico,
la durezza, l'allungamento alla rottura e
per poter aumentare l'izod ad alta e soprattutto
a bassa temperatura.
Queste caratteristiche, sommate alla loro
autoestinguenza, trovano interessante applicazione
nel settore dei cavi elettrici rivestiti.
Questi sono i principali requisiti che deve possedere un plastificante:
-
deve avere un alto punto di ebollizione
-
non deve migrare
-
deve essere insolubile nei liquidi con i quali può venire in contatto
-
deve avere affinità con il polimero.
Se il plastificante evapora, oppure migra
verso la superficie o, ancora, si scioglie
nei liquidi con i quali viene in contatto,
come conseguenza il polimero diverrà rigido
e fragile.
Essendo le molecole del plastificante molto
più piccole rispetto alle macromolecole,
come abbiamo già detto, devono avere affinità
con il polimero, in modo da potersi inserire
più omogeneamente tra le molecole del materiale
polimerico durante la miscelazione.
Se il plastificante non ha questa affinità,
la flessibilità del polimero risulterà non
omogenea.
Le principali famiglie di plastificanti sono
gli ftalati e gli esteri alifatici.
Da notare che, aumentando la quantità di
plastificante si ha, oltre ad una riduzione
di modulo di taglio, anche resistività di
volume.